L'azione di Mario Pani per le piccole imprese e la ricerca scientifica

di Francesco Marcheschi*

Era il 31 marzo del 1989 quando la Giunta Regionale dell’epoca, nella sede di Villa Devoto, insediava i primi organi di amministrazione del Consorzio per l’assistenza alle piccole e medie imprese, poi chiamato Consorzio Ventuno, del quale Mario Pani veniva nominato Presidente.

Arrivava così a compimento un lungo percorso di attuazione della previsione del secondo Piano di Rinascita, la legge 268 del 1974, che vedeva l'istituzione di un fondo per i servizi reali e l’innovazione tecnologica per le piccole e medie imprese sarde, in attuazione del quale il Consiglio Regionale aveva approvato, nel 1985, la legge n. 21.

Si trattava di un fatto politicamente rilevante delle politiche e delle iniziative di sviluppo di quegli anni, guidate da una classe dirigente - non solo politica - consapevole, con chiara cultura di governo e determinata nel non lasciarsi travolgere dall’evolversi degli scenari dello sviluppo, ma anzi attenta a coglierne le potenzialità.

In Sardegna era stata infatti avviata una importante stagione di scelte strategiche e di efficace programmazione economica: erano in elaborazione il piano delle acque, il piano dei trasporti, un primo piano per la metanizzazione dell’isola, il piano telematico regionale la cui sola concezione poteva delineare un futuro di modernità per la regione e, di lì a poco, sarebbe anche scaturita l';idea, maturata insieme a quella del parco tecnologico regionale, di affidare, a iniziativa di Franco Mannoni, assessore della Programmazione, la stesura di un progetto per la creazione in Sardegna di un avanzato centro di ricerca e sviluppo basato sul grande calcolo.

In questo contesto di buona politica e di buona programmazione economica, Mario non era uno spettatore e tantomeno una figura di secondo piano, ma, grazie anche alla sua esperienza politica di lungo corso, uno dei protagonisti più attivi e partecipi, tanto che furono soprattutto sue l’iniziativa e la spinta perché arrivasse a compimento il percorso attuativo del nuovo strumento previsto dalla legge di Rinascita.

Iniziava così il percorso di vita del Consorzio Ventuno: messe a punto ed avviate le prime attività di assistenza alle imprese, l’impegno strategico fu da subito orientato verso la promozione del parco scientifico e tecnologico regionale, luogo fisico nel quale concentrare attività di ricerca ed iniziative imprenditoriali, e una folta delegazione, capeggiata da Antonello Cabras, divenuto Assessore della programmazione, e da Mario Pani, composta da rappresentanti di istituzioni, università ed associazioni delle imprese, effettuava un tour europeo di conoscenza dei maggiori parchi tecnologici d'Europa.

La decisa progressione dello studio di fattibilità del parco tecnologico alimentava il dibattito scientifico in Sardegna quando, terminato il relativo studio progettuale, il 30 novembre del 1990 nasceva il CRS4, Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna, controllato al 70% dal Consorzio 21, l‘ambizione di diventare un punto di eccellenza nella ricerca e nello sviluppo del calcolo scientifico e della simulazione informatica applicati a un vasto campo di settori e tecnologie, nonché di essere il centro di ricerca di riferimento del futuro parco scientifico e tecnologico sardo.

A conferma del grande rilievo dell’iniziativa, dopo che una delegazione della Giunta regionale era stata a Ginevra per chiederne la disponibilità, era stato chiamato come presidente del Centro il premio Nobel Carlo Rubbia e, ancora a conferma di quanto la Regione fosse impegnata in esso, fatto oggi impensabile ma ardito anche allora, Mario Floris Presidente della Giunta, Antonello Cabras Assessore della programmazione, Giovanni Dettori Assessore della cultura entravano nel primo consiglio di amministrazione della società il quale nella sua prima seduta nominava Mario vice Presidente.

A pochi mesi dall’avvio del Consorzio Ventuno, che era ancora una creatura gracile e muoveva i primi passi, Mario veniva quindi chiamato a trovarsi cardine fondamentale nell’attuazione sul campo delle nuove politiche di innovazione e ricerca scientifica della Regione Sarda: insieme presidente del Consorzio Ventuno, presidente - in pectore - del futuro parco tecnologico e vice presidente del Crs4 e, cioè di Carlo Rubbia, premio Nobel della Fisica, direttore uscente del Cern di Ginevra, scienziato di fama internazionale; una posizione di responsabilità da far tremare i polsi a chiunque ma, a vederlo operare e lavorarci insieme, non a Mario.

La sfida di allora era almeno triplice:

- creare quella che sarebbe divenuta una nuova agenzia regionale (oggi Sardegna Ricerche) che finalmente operasse per l’introduzione di innovazione e nuove tecnologie nel sistema diffuso delle piccole e piccolissime imprese sarde;

- promuovere, progettare e realizzare il parco scientifico e tecnologico regionale, sulle orme di Sophia Antipolis, il parco tecnologico francese visitato nel tour europeo e divenuto modello di riferimento;

- dare una prima identità, un’organizzazione e una struttura al Crs4, creare cioè le condizioni perché il binomio scientifico-tecnico Carlo Rubbia (Presidente) - Paolo Zanella (Amministratore delegato) trovasse condizioni di agibilità operativa e ambiente territoriale ed economico-sociale idonei e favorevoli alla prestigiosa iniziativa che prendeva il via.

A riferire dell’embrionale stato dell’arte di allora, delle problematiche e dell’impegno necessario per affrontarle, forse emblematicamente si può dire che alla sede provvisoria di piazza del Carmine del Consorzio 21 si era aggiunta la sede provvisoria di via Sauro del Crs4 e la ipotetica area localizzativa del parco tecnologico, al momento solo individuata in una planimetria della zona di Pula. Insomma, tutto da fare!!

La buona politica accompagnava comunque queste iniziative e ne facilitava il percorso e Mario fu, ovviamente, sempre in prima linea in ogni contesto. Il Consorzio Ventuno, sotto la sua guida, si strutturava, già nei primissimi anni erano centinaia le imprese ed

i consorzi che utilizzavano i suoi servizi reali, partecipavano alle iniziative di trasferimento tecnologico dalle università alle imprese e questo nuovo grande disegno di sviluppo favoriva la nascita di nuovi consorzi sardi di ricerca, soprattutto nei campi dei nuovi materiali, delle neuroscienze, dell’ambiente, dell’informatica, della biomedicina.

Sarebbe lungo fare l’elenco di tutte queste iniziative; tra i tanti nasceva nella baia di Tramariglio Porto Conte Ricerche, sulle ceneri del Corisa, ad Oristano l’International Marine Center ed a Nuoro già nel 1988, con l’iniziativa del CIS di Paolo Savona e dell’associazione degli industriali era nato l’Ailun, primo passo verso l’Università Nuorese: tutte queste iniziative avrebbero costituito, e in gran parte lo sono ancora, pezzi del parco tecnologico che intanto iniziava a prendere forma a Pula.

Proprio l’impegno per il parco tecnologico vedeva allora la spinta convinta e determinante di Mario, attivo verso il Consiglio Regionale per l’approvazione delle norme urbanistiche che ne avrebbero accompagnato la costruzione, per la redazione ed approvazione dell’Accordo di programma attuativo, per l’affidamento – in linea con il livello qualitativo impresso dal Crs4 di Rubbia a tutto il sistema - del progetto ambientale ed architettonico al prestigioso studio della Gregotti International (Vittorio Gregotti era una delle cosiddette Archistar del momento) e per il reperimento delle ingenti risorse finanziarie necessarie, peraltro individuate ed assegnate grazie all’intervento di Benedetto Barranu allora assessore della Programmazione.

Era sempre Mario quello che teneva i rapporti con il Ministero della ricerca che aveva bandito una gara per il finanziamento dei parchi tecnologici nel Mezzogiorno. L’impegno di Mario era, dal 1990 al settembre 1993 quando divenne vice presidente Silvano Tagliagambe, ovviamente e fortemente insieme rivolto allo start up del Crs4, all’organizzazione della sua struttura amministrativa da affiancare a quella di ricerca curata da Paolo Zanella, all’allestimento degli spazi fisici, al creare condizioni operative e di ospitalità che non tradissero le aspettative di Rubbia e del prestigioso Comitato Scientifico creato a supporto, tutti abituati a standard di qualità internazionali.

L’attività di Mario in questa direzione era particolarmente necessaria ed impegnativa anche nel fare da collegamento quasi permanente tra Ginevra, quindi Carlo Rubbia che lì continuava ad operare nella quotidianità, le emergenti esigenze di un centro che nasceva da subito con una composizione ed un taglio globale, la Regione, sia per la parte politica ma soprattutto per quella amministrativa, la quale, non esistendo una normativa di finanziamento della ricerca era spaventata davanti alla novità di cogestione pubblico-privata del centro.

Furono anni di straordinario impegno sul fronte del sostegno alle piccole imprese sarde che, aiutate dal Consorzio, portavano nei loro cicli produttivi innovazione e nuove tecnologie; insieme procedeva la progettazione architettonica ed urbanistica del parco tecnologico e le attività di ricerca e sviluppo dei tanti consorzi di ricerca; le attività di ricerca del Crs4 prendevano slancio in molti settori, come quello automobilistico con la collaborazione con la Fiat, la simulazione delle ricerche petrolifere che aiutava enormemente l’ENI a scoprire nuovi giacimenti, la collaborazione con la Boeing per le tecnologie aerospaziali.

Ma era l’avvenuto e riuscito trapianto in terra sarda delle innovazioni informatiche generate al Cern, realizzato da ricercatori che proprio da qual centro erano arrivati nell’isola, che aveva iniziato a produrre i primi e clamorosi risultati: nel 1993 www.crs4.it diveniva il primo sito web italiano, il secondo in Europa;

l’;anno successivo il liceo Alberti di Cagliari sarà la prima scuola in Italia ad avere un sito web e la prima in Europa a gestire un server web progettato da docenti e studenti; nel 1995 “Search in Italy” diventerà il primo motore di ricerca italiano e, a tutto questo, andava anche aggiunto l’incredibile merito di aver contribuito allo sviluppo del primo browser di dominio pubblico “Mosaic” lavorando a distanza con il NCSA - cioè il centro di ricerca leader mondiale dell’informatica e di Internet - negli Stati Uniti.

Grazie ad una intuizione del Crs4 che si incontrava con la natura aperta e visionaria dell’imprenditore Nicola Grauso, editore del quotidiano l’Unione Sarda, il 31 luglio 1994 il quotidiano sardo usciva in versione online, primo quotidiano italiano e uno dei primi al mondo, ed era anche il primo giornale ipertestuale d’Europa, nel quale era consentita, da allora si sarebbe chiamata così, la “navigazione” all’interno dei vari contenuti.

Tutto questo nel compiaciuto stupore generale, nella incredulità di tanti sardi in giro per il mondo che inviavano messaggi pieni di ammirazione e orgoglio, nella contentezza dei ricercatori italiani della base antartica che leggevano notizie della loro patria, e suscitando interesse e curiosità.

Con uno sforzo enorme, organizzativo e finanziario, l’imprenditore sardo creava Videonline, realizzando una rete di punti di accesso distribuita in circa quaranta paesi del mondo, attraverso i quali tutti potevano avere la possibilità di essere parte del sistema globale che si affacciava allora.

E tutto questo a partire dalla Sardegna, da un’isola sconosciuta ai più, dai nuovi candidi uffici in marmo della sede di Viale Regina Elena, dove alcune centinaia di persone, sardi, italiani, cinesi, arabi, americani, lavoravano a questa intrepida avventura e che erano diventati crocevia del mondo che guardava al futuro, dove si potevano incontrare Nicholas Negroponte, mitico messia del MIT Massachusetts Institute of Technology, tempio sacro delle nuove tecnologie digitali, o grandi imprenditori o venture capitalist interessati ad investire nell’iniziativa, e, naturalmente, anche i ricercatori del Crs4 primo tra tutti Pietro Zanarini, che avevano scatenato la prima scintilla di questo grande incendio.

Il Corriere della Sera, ricordando i 30 anni dalla nascita di Internet nel 2016, titolava “Video On Line. Un’avanguardia mondiale” e “Quando la Sardegna era la Silicon Valley Italiana” descrivendo come una regione isolata fosse riuscita a diventare un polo tecnologico d’avanguardia e un punto di riferimento per il mondo che guardava al futuro.

Era stato poi l’imprenditore Renato Soru, che aveva creato sul modello di Video On Line un Internet Provider a Praga, a raccoglierne la parte più significativa dell’eredità con la creazione della società Tiscali che tuttora opera seppure senza più un’anima sarda.

Comunque già rilevante era stato il lascito di saperi, competenze professionali, conoscenze ed esperienze tecnologiche e di nuove piccole imprese digitali attraverso le quali lo stesso si era materializzato e che avrebbe costituito, da li in poi, lo zoccolo duro sul quale si sarebbe sviluppato un distretto cagliaritano delle tecnologie digitali e di Internet tuttora attivo.

Oggi non resta molto di quelle visioni strategiche e di quello spirito realizzativo dei quali Mario si era dimostrato grande sostenitore ed operativo artefice, continuando il suo impegno in questo senso come Presidente del Consorzio 21 per altri sei anni: il parco tecnologico è oggi sostanzialmente in disuso e il brulicare di quasi 600 tra ricercatori, imprese e fondatori di nuove iniziative di allora è solo un ricordo, il Crs4 - che mantiene una sua forza ed una sua autorevolezza - è comunque anagraficamente invecchiato ed

in attesa di un necessario rinforzo, il Consorzio 21 di oggi, è stato trasformato in un ufficio della Regione e, proprio per questa sua trasformazione in senso burocratico, se riesce a spendere con efficienza i soldi europei e regionali, ha però oggettive difficoltà a svolgere una funzione di impulso all’innovazione del sistema e allo sviluppo tecnologico dell’isola; anche le grandi iniziative imprenditoriali di allora mostrano i segni del tempo e sicuramente soffrono della mancanza di un chiaro indirizzo politico-strategico a livello regionale.

In questo contesto si affacciano oggi due promesse di futuro:

1. la stagione di Rubbia e del Crs4 ha lasciato il segno, nuove iniziative innovative sono nate e sono presenti nell’isola, soprattutto nell’area cagliaritana dove esiste un significativo distretto di imprese tecnologiche nato a partire da quegli anni ed oggi rivolto verso i confini più avanzati come l’intelligenza artificiale, come recentemente ha sottolineato il Corriere della Sera parlando della società cagliaritana XFERENCE come di uno dei progetti imprenditoriali europei più innovativi - insieme ad uno francese ed uno olandese - in grado di porsi - fatte le debite distinzioni e proporzioni - sul solco delle grandi multinazionali tecnologiche americane.

2. le condizioni geologiche e geografiche della Sardegna ci aprono una importante finestra sugli avanzamenti della scienza, su quella che si chiama ‘nuova fisica’, che potrebbero tradursi nella realizzazione nell’isola di un grande rivelatore di onde gravitazionali, riportandoci verso una nuova stagione di sviluppo basata sulla scienza. Forse allora una prospettiva c’è e per dirla con le parole di Andrea Pili fondatore di XFERENCE, “vogliamo essere protagonisti come lo eravamo trent’anni fa con Videonline e Tiscali”.

Senza forse, uno come Mario ci servirebbe di nuovo.

PS

Chi volesse leggere qualcosa in più su quegli anni e sul parco tecnologico e la sua storia può dare uno sguardo alla rivista online Ispicaduras che sta pubblicando a puntate quelle vicende. *) La relazione pubblicata è stata svolta a Borore il 26 settembre 2026, nel convegno dedicato a Mario Pani di cui illustra una parte meno conosciuta del suo impegno pubblico

*) La relazione pubblicata è stata svolta a Borore il 26 settembre 2026, nel convegno dedicato a Mario Pani di cui illustra una parte meno conosciuta del suo impegno pubblico.

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