Presentazione del 5° quaderno "Le arti e la letteratura negli anni di Enrico Berlinguer"
Il quaderno raccoglie una serie di saggi su “le arti e la letteratura negli anni di Enrico Berlinguer”. Sono gli anni 1972-1984 durante i quali Berlinguer ricoprì la carica di segretario del partito comunista.
I saggi sono scritti dai docenti universitari David Bruni, Roberta Ferraresi, Rita Fresu, Rita Pamela Ladogan, Stefania Lucamente, Ignazio Macchiarella, e dai giovani studiosi Federica Capra, Nicolò Corbinzolu, Alessia Farci, Rebecca Pisanu, Lorenzo Tatti. Hanno contribuito alla pubblicazione il presidente dell’Archivio del movimento operaio, Vincenzo Vita, e il pittore Angelo Liberati. Tutti, generosamente, hanno impegnato cultura e tempo in risposta all’invito della FEB.
L’obiettivo dell’iniziativa editoriale è di contribuire a comprendere le relazioni fra le politica culturali del PCI negli anni della leadership di Berlinguer e la storia della cultura italiana nel suo concreto prodursi. In coerenza con l’obiettivo, si è stati accorti ad evitare impostazioni celebrative o, peggio, agiografiche, per preservare lo spazio della riflessione utile nella prospettiva storica.
Deve essere tenuto ben presente che la “battaglia delle idee”, nella politica generale dei comunisti italiani, era un tratto costitutivo sin dalla fondazione del partito. I dirigenti erano essi stessi uomini di azione e intellettuali di grande vaglia, a partire da Antonio Gramsci. Il partito nuovo, forgiato nel secondo dopoguerra sotto la guida di Palmiro Togliatti, si diede scuole di formazione politico-culturale, riviste, strutture che si occupavano di letteratura, cinema, teatro etc. Grande era il prestigio del partito comunista nel mondo culturale, nonostante l’attitudine della dirigenza a disconoscerne l’autonomia, e a reagire anche con la “scomunica” delle posizioni non ortodosse. Nel tempo ci fu un’evoluzione. I venti di rinnovamento del 1968 penetrarono dentro le Botteghe Oscure. La segreteria di Luigi Longo sostenne la primavera di Praga e si fece attenta ai movimenti.
Il PCI di Enrico Berlinguer ereditò “un ingombrante passato, fatto di grandezze e pure di punti di imbarazzante autoritarismo”. L’avvento di Berlinguer alla segreteria nazionale segnò innovazioni nei contenuti e nei metodi.
Per rileggere quegli anni, la Fondazione Enrico Berlinguer ha chiesto alle studiose e agli studiosi citati sopra, dei contributi specialistici per disciplina del tutto liberamente definiti in ogni aspetto.
Nei saggi pubblicati, così differenziati per impostazione e per esiti, è rintracciabile il filo che conduce ad un quadro d’insieme, sia pure parziale, che ci restituisce la complessità degli scambi fra cultura e politica negli anni di Berlinguer. Lo sguardo sul passato ci mostra la ricchezza delle relazioni di allora, quand’anche polemiche. E ci pone l’interrogativo: che succede oggi? Può essere un punto di partenza per ragionare del presente.
A Cagliari, nella sala della Fondazione di Sardegna, Via San Salvatore da Horta , martedì 29 settembre, ore 18, il quaderno sarà presentato con il coordinamento di Paolo Lusci, da Maria Del Zompo, Vicenzo VIta, Antonello Zanda e dagli autori.


